I disturbi gastrointestinali sono tra i problemi di salute più comuni e colpiscono persone di qualsiasi età. Si manifestano in particolare con dolori addominali, gonfiore, nausea o diarrea, e possono essere acuti o cronici. Le cause sono molteplici: dalle infezioni allo stress, fino alle intolleranze alimentari. I disturbi intestinali in genere non sono gravi, ma a volte sono fastidiosi e compromettono la qualità della vita. Se non è possibile eliminare la causa, il trattamento ha lo scopo di alleviare i sintomi e ripristinare una buona motricità intestinale. Comprende, nella maggior parte dei casi, regole igienico-dietetiche e un trattamento farmacologico.
Sintomi tipici
I dolori o crampi addominali possono essere avvertiti nella parte superiore o inferiore dell’addome, a seconda dell’origine del disturbo.
I sintomi possono essere accompagnati da nausea, pesantezza o perdita di appetito.
Il gonfiore addominale è un tipico sintomo di cattiva digestione.
La diarrea o la stipsi possono insorgere da sole o alternarsi quando il transito diventa irregolare. Questo fenomeno può essere correlato all’alimentazione, allo stress, alle infezioni, alle intolleranze o a disturbi funzionali come la sindrome dell’intestino irritabile.
In alcuni casi possono comparire bruciore di stomaco o rigurgito acido, spesso dovuti al reflusso, cioè la risalita dell’acidità dallo stomaco all’esofago.
Cause comuni e fattori di rischio
Infezioni virali o batteriche, ad esempio causate da alimenti avariati o scarsa igiene.
Lo stress, il sovraccarico mentale e i pasti consumati di fretta possono disturbare la digestione. Intolleranze al lattosio, al glutine o ad alcuni additivi alimentari.
Alimentazione squilibrata, troppo ricca di grassi, zuccheri o alcool.
Mancanza di esercizio fisico e abitudini alimentari irregolari.
Effetti collaterali di medicamenti, in particolare antibiotici o analgesici oppiacei.
Opzioni di trattamento
In caso di disturbi gastrointestinali, la farmacia rappresenta un punto di accesso di prima linea. I professionisti eseguono una valutazione strutturata dei sintomi (localizzazione, intensità, cronologia, fattori scatenanti, segnali d’allarme) al fine di orientare all’assistenza più appropriata.
Su questa base, raccomandano trattamenti adeguati e misure di supporto.
Si consiglia di bere da 1,5 a 2 litri d’acqua al giorno, di prendersi il tempo di mangiare masticando correttamente, di privilegiare le verdure cotte, che sono meno irritanti di quelle crude, di adottare orari dei pasti regolari e di tenere un diario alimentare per identificare meglio i fattori scatenanti. Anche i medicamenti antispastici contro la diarrea o la nausea e i probiotici possono alleviare i sintomi e sostenere la flora intestinale.
Se i disturbi persistono, peggiorano o compaiono segnali d’allarme, si raccomanda una consulenza medica. Se necessario, si possono eseguire esami complementari, come un’ecografia o una gastroscopia.
Misure complementari
Una dieta leggera come fette biscottate, riso e banane salvaguarda l’apparato digerente in caso di diarrea.
Alcune piante sono tradizionalmente utilizzate per i loro effetti calmanti:
Camomilla: lenisce gli spasmi e l’infiammazione lieve.
Menta piperita: aiuta in caso di gonfiore e crampi.
Zenzero: efficace contro la nausea e la digestione lenta.
Finocchio/anice: riducono i gas e i disturbi dopo i pasti. I probiotici naturali (yogurt o kefir) supportano l’equilibrio del microbiota intestinale
Anche il calore, per esempio una borsa dell’acqua calda, può alleviare i crampi.
Un apporto sufficiente di liquidi (soluzioni elettrolitiche, brodo, tisane leggermente zuccherate) è essenziale, soprattutto in caso di diarrea o vomito.
Esercizi di rilassamento o un’attività fisica moderata favoriscono una buona digestione.
Quando è opportuno consultare un medico?
Se i sintomi peggiorano.
In caso di perdita di peso.
In caso di febbre, sangue nelle feci o forte disidratazione.
In caso di sintomi ricorrenti o inspiegabili.
Quando sono interessati bambini piccoli, persone anziane o donne in gravidanza.
Possibili complicazioni
I disturbi gastrointestinali non trattati possono causare disidratazione, soprattutto in caso di diarrea persistente, nonché carenze dovute a malassorbimento prolungato; alcuni possono anche evolvere in malattie croniche. Una diagnosi precoce consente di escludere cause gravi e di attuare un trattamento mirato.
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